Un centro ricco di storia e spiritualità, una cittadina dove nel cammino verso la vetta panoramica accompagnano il visitatore 26 originalissime stazioni di lettura e riflessione filosofica e di fede. Roccasecca, nel cuore della Valle del Liri, in provincia di Frosinone, è oggi una vivace e suggestiva cittadina più notoriamente conosciuta per aver dato i natali al celebre frate dominicano, filosofo e teologo italiano Tommaso d’Aquino. Uno dei più influenti filosofi della storia occidentale.
Pilastro teologico e filosofico della Chiesa cattolica. Principale esponente della Scolastica medioevale e per questo definito Doctor Angelicus dai suoi contemporanei. Proclamato Santo da papa Giovanni XXII nel 1323, Tommaso D’Aquino è stato colui che con il suo pensiero, definito Tomismo, ha sancito un punto di accordo tra la cristianità e la filosofia classica.
Cosa significa questo?
Cosa significhi tutto questo lo abbiamo capito percorrendo in una calda domenica di questa estate 2025 quel sentiero concentrico che da borgo Castello, nucleo storico della città di Roccasecca, conduce lungo sette chilometri, percorribili a piedi o in auto, fino al belvedere di Monte Asprano dove svetta, a 553 metri sul livello del mare, la rocca fortificata dei Conti D’Aquino.
Lungo la parte finale del percorso, incantevole al tramonto e raggiungibile solo a piedi mettendo un pochino a dura prova corpo e mente, si viene rapiti dal profumo di mentuccia selvatica e si comprende il senso del cammino.
La scoperta di un pensiero filosofico dal significato universale
Pillole di Tomismo sono impresse in punti strategici e suggestivi del percorso stesso, composto di 26 stazioni di lettura e profonda riflessione tra fede e ragione. Un progetto ambizioso e illuminato, fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Roccasecca, giunta Giuseppe Sacco, per celebrare il triennio Tomistico 2023/2025 dopo aver dato seguito alla visione del sindaco precedente Pompeo Di Fazio. Una visione divenuta realtà grazie alla consulenza storico scientifica di Paolo Verri e di Cesare Pigliacelli per l’espressione artistica del progetto.
Questo percorso attira turisti e amatori locali che al loro arrivo, nella parte alta della città, vengono accolti dal San Tommaso alto nove metri, in marmo bianco di Coreno Ausonio, commissionato dal comune di Roccasecca, giunta Antonio Abbate, allo scultore Giuliano Vangi, risultato vincitore del concorso al quale avevano partecipato cinquanta artisti.
Concorso che aveva la finalità di celebrare quindi questo immenso patrimonio culturale del borgo, sancito dalle origini di San Tommaso, immenso intellettuale della Chiesa cattolica e legato ad una famiglia profondamente calata nella realtà storica del territorio a partire dall’epoca medioevale. Il progetto e la visione degli amministratori locali ha coniugato la riscoperta del valore culturale del passato con la prospettiva di ricadute turistiche ed occupazionali future per il tessuto imprenditoriale esistente e nascente della zona.
Il percorso passo per passo e un incontro singolare
Noi di Metropoli.Online abbiamo quindi voluto assaporare da vicino l’efficacia di questo progetto divenuto realtà. Abbiamo chiamato al nostro fianco il dottor Renato Moriconi, psicologo specializzato in disciplina dello sport nonché ipnologo che, passo dopo passo e riprendendo fiato lungo il percorso, ci ha aiutato a riflettere sul senso del cammino a braccetto con due compagne: Fede e Ragione.
Durante le soste e il percorso abbiamo incontrato una coppia di giovani turisti francesi seduti ad ammirare il meraviglioso tramonto mentre degustavano un cartone di pizza. Da Parigi a Roccasecca. Non abbiamo resistito e li abbiamo intervistati scoprendo le loro origini roccaseccane ed il bagaglio di valori trasmesso dai nonni. Qualcosa che è rimasto così fortemente inciso nel percorso di crescita da riportarli ogni estate in questi luoghi per tramandare un vissuto alle generazioni successive.
Una vera e propria chicca che ha profondamente concluso la nostra esperienza in questa valle facendoci comprendere appieno il senso di questa apparente contrapposizione tra Fede e Ragione che altro non sono, ci sembra di aver capito, un gioco delle parti che spesso conduce allo stesso porto: le nostre radici.

















