Agenzia SIR
Per gentile concessione
«Forse due parole, soltanto». Così Papa Leone XIV ha aperto il suo saluto durante il pranzo con i poveri e gli operatori della Caritas diocesana di Albano, nel “Padiglione del Riposo” a Borgo Laudato si’, nei giardini delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, dopo l’Angelus in mattinata in piazza della Libertà. «Molti di voi mi avete sentito già questa mattina nella Santa Messa – ha detto il Pontefice – però mi viene in mente, vorrei condividere prima quel gesto tanto significativo per noi tutti che è spezzare il pane. Spezzare il pane insieme, il gesto con il quale si riconosce Gesù Cristo in mezzo ai suoi; è la Santa Messa, però è anche essere insieme tutti attorno alla tavola, condividere i doni che il Signore ci ha dato».
Ringraziando la Caritas diocesana e il vescovo Viva per l’accoglienza, Leone XIV ha aggiunto: «Questo luogo così bello ci fa ricordare la bellezza della creazione, ma ci fa anche pensare che la creatura più bella è quella creata a immagine di Dio, che siamo tutti noi». E ha proseguito: «Essere qui riuniti, in questo pranzo, è vivere insieme a Dio, in questa comunione, in questa fraternità».
Infine la benedizione: «Benedici, Signore, noi e questi doni che riceviamo dalla tua Provvidenza. Aiutaci a vivere sempre uniti nel tuo amore».

Il cardinale Fabio Baggio: «L’ospitalità evangelica comincia dai poveri»
«Questo pranzo ci ricorda che l’amore per l’Eucaristia non resta mai chiuso in se stesso. Ci spinge sempre verso le periferie, là dove vivono povertà, solitudine e bisogno di dignità. È proprio lì che incontriamo davvero Gesù Cristo, il nostro Signore». Con queste parole il card. Fabio Baggio, direttore generale del Borgo Laudato si’ e sotto-segretario del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, ha salutato durante il pranzo condiviso da papa Leone XIV con i poveri della diocesi di Albano, nel “Padiglione del Riposo” di Castel Gandolfo.
«Con il suo ritorno al Borgo Laudato si’, dopo la Messa per la custodia del creato – ha proseguito Baggio –, lei conferma un cammino che unisce la cura della casa comune alla cura di ogni persona, radicata nella nostra fede in Gesù. Non c’è ecologia autentica senza giustizia sociale: è questa la grande lezione della Laudato si’ e della dottrina sociale della Chiesa».
Il porporato ha ringraziato il Santo Padre «per essere segno di speranza, di fraternità e di amore che si fa pane spezzato» e ha concluso: «Benvenuto, Papa Leone XIV: questa è casa sua, e noi siamo la sua famiglia».

Vincenzo Viva, vescovo di Albano: «La carità è il cuore pulsante della Chiesa»
«Spezziamo il pane, superiamo ogni barriera, creiamo fraternità, rendiamo presente il Regno di Dio». Così monsignor Vincenzo Viva ha salutato Papa Leone XIV al pranzo con i poveri, nel Borgo Laudato si’. «Non è una vicinanza formale – ha detto il vescovo di Albano – ma una presenza autentica, incoraggiante e piena di affetto paterno».
Monsignor Viva ha ringraziato il Papa a nome della diocesi, elogiando l’opera quotidiana della Caritas: «Non ci sono benefattori e beneficiari, ma persone che condividono il pane, le storie e le fatiche. Così la carità diventa relazione autentica, ascolto, accompagnamento».
Un grazie particolare è andato al direttore della Caritas, Alessio Rossi, ai volontari e agli operatori, «che costruiscono reti di solidarietà oltre i confini ecclesiali». Il vescovo ha ringraziato anche le istituzioni civili e il Dicastero per lo sviluppo umano integrale: «Ci benedica, Santo Padre – ha concluso – perché la Chiesa di Albano continui a evangelizzare con la carità, senza paura di sporcarsi le mani».









