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Ci sono luoghi dove l’autenticità ti sorprende e lo sguardo si perde nella natura incontaminata. Uno di questi è Borgo Valbelluna, a metà strada tra Belluno e Feltre, conca fertile attraversata dal Piave, delimitata a nord dalle Dolomiti bellunesi, patrimonio mondiale dell’Unesco, e a sud dalle Prealpi.
L’invito ad assaporare appieno questo territorio d’eccellenza è arrivato da un progetto che vuole promuovere la cultura del cammino a 360 gradi: “Camminando festival”. Nata nel 2016 dall’energia e dall’amore per la loro terra di tre donne, Antonella Giacomini, Tatiana Menegol e Susi Foltran, l’iniziativa è stata presentata durante il convegno “Passo leggero, sguardo aperto: l’accoglienza nell’era dei social”. Il convegno ha messo in evidenza come luoghi inviolati come questi, dove vivere esperienze di viaggio consapevoli e sostenibili, possano trasformare il turismo da risorsa a bene fondamentale.
E, le donne, come sempre, anche in questo caso fanno la differenza: creano reti e sinergie solidali perché, come dice la scrittrice e giornalista statunitense Rebecca Solnit, «Camminare è, a suo modo, prendere possesso del mondo». Le realtà in Italia sono tante, tra tutte la Rete nazionale delle donne in cammino, ideata dall’antropologa Ilaria Canali. Ma si possono citare, in questo contesto, anche le Stelle alpine, mogli, madri, sorelle degli alpini, sempre pronte alla convivialità ma anche a supportare la Protezione Civile e l’Associazione nazionale alpini (Ana) in momenti di emergenza.

Fino a giugno 2026 Borgo Valbelluna si racconta con presentazione di libri, cammini lungo i sentieri della pedemontana, rafting sulla via degli zattieri. Ecco alcuni appuntamenti.
Sabato 25 aprile si cammina a passo lento lungo l’incantevole e misterioso percorso di Cavarnere. A maggio, domenica 3 si percorre l’anello Dolo-Stra e domenica 9 tutti pronti per ammirare il Principe Bianco, il narciso a Malga Garda. A giugno camminate del gusto e quelle letterarie coordinate da Borgo Valbelluna safe walking Aps in collaborazione con Mele a Mel Aps e il Gruppo teatrale zumellese e partner capofila Il Veses Aps.
Qui il programma per rimanere aggiornati sulle iniziative.

Un borgo giovane che cresce
Borgo Valbelluna, nato nel 2019 dalla fusione dei territori di Mel, Lentiai e Trichiana, è Bandiera arancione del Touring Club italiano e inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Vi risiedono circa 14.000 abitanti in cinquanta frazioni e, in controtendenza con il dato generale della provincia bellunese, la popolazione cresce di circa 100 unità l’anno: sono soprattutto giovani, attratti dai luoghi incontaminati e dalle politiche per il benessere dei cittadini, una sfida che l’amministrazione comunale porta avanti con impegno.
Un luogo vivace dove i giovani scelgono di tornare, magari dopo periodi trascorsi in altre città o all’estero, per rilevare le attività familiari o per lasciare libera la propria creatività sfruttando le risorse che offre questo scrigno verde bagnato dal fiume sacro alla Patria.
«Borgo Valbelluna è un comune giovane e giovane e dinamica vuole essere la sua mentalità. Chi viene da noi va oltre l’esperienza, perché qui trova la realtà della vita», spiega il vicesindaco, Simone Deola.

Mel: storia e arte nel centro della valle
Il cuore pulsante del territorio è Mel. Considerato il salotto montano di Venezia per i suoi palazzi nobiliari, dove sono evidenti i richiami allo stile della Serenissima, è un vero gioiello medievale incastonato nel verde, situato proprio al centro della valle. Ad accogliere il visitatore con eleganza è Piazza Papa Luciani, su cui si affacciano alcune dimore storiche cinquecentesche e la neoclassica Chiesa arcipretale dell’Addolorata (erede di una pieve del V-VI sec. per lo più distrutta). L’edificio è stato costruito tra il 1756 ed il 1768 su progetto dell’architetto feltrino Filippo Rossi e vanta preziosi affreschi del De Min.

Palazzo Zorzi (sec. XVI), un tempo dimora dei conti Zorzi, amministratori veneziani del territorio, è oggi sede del municipio di Borgo Valbelluna, con la sua torretta, i pregevoli affreschi con scene ispirate all’Orlando furioso di Ludovico Ariosto realizzati da Marco da Mel (1545) al primo piano. Al piano superiore è conservato il meccanismo dell’orologio della torretta, installato originariamente nell’antica chiesa dell’Addolorata del 1520.

Il Palazzo delle Contesse, con i suoi affascinanti camini cilindrici ornati di feritoie in pietra, fu eretto nel XVII secolo da Adriano del Zotto, un ricco mercante veneziano. Il nome “delle Contesse” deriva dalla vita sentimentale di Adriano, che sposò prima la contessa Elisabetta Papadopoli e, in seconde nozze, la contessa Elisabetta Tiepolo, entrambe appartenenti alla nobiltà veneziana. Oggi è sede del Museo civico archeologico, che racchiude la memoria profonda delle valli zumellesi.

Oltre agli interessanti reperti provenienti dalla necropoli preromana di Mel (sec. VIII a. C.), uno dei siti più importanti del Veneto e dell’Italia settentrionale, il palazzo ospita mostre temporanee di alto valore culturale, come quella in corso fino al 10 maggio 2026 dal titolo: “Il lavoro dipinto tra Ottocento e Novecento”. In esposizione anche opere di Guttuso, De Pisis, Sironi.

Una suggestiva immersione nel passato è la via Carèra. L’iconico passaggio è caratterizzato da un grande arco a tutto sesto e da una successione di volte a botte, ubicato dietro il palazzo comunale all’interno dell’antico nucleo urbano fortificato, segno tangibile del legame con il suo passato romano. Un percorso suggestivo da percorrere a piedi o in bicicletta.

Castelli, libri e arte sacra sulle tracce del Vecellio
Tra Trichiana, Lentiai, Cesana e Bardiès, frazioni di Borgo Valbelluna, percorrendo i sentieri che in aprile e maggio si colorano di narcisi, l’atmosfera silenziosa e solitaria si arricchisce di sfumature mistiche e testimonianze remote del Cristianesimo. Per visitare gli straordinari siti che vi segnaliamo occorre rivolgersi agli Amici di Cesana Onlus e all’associazione Frammenti d’arte (amicidicesana@gmail.com), i volontari grazie ai quali questo piccolo mondo medievale è tornato alla luce.
Trichiana, sede di un importante Premio letterario nazionale, “Trichiana paese del libro”, istituito nel 1991, ha dato i natali a librai, giornalisti e partigiani. Figure chiave della cultura locale erano i fratelli Cortina, librai – Angelo Aldo (1921-1988), Mario (1926-1987) e Renzo (1928-1987) – che donarono nel 1972 circa seimila volumi per l’attuale biblioteca civica intitolata alla memoria di Enrico Merlin, altro libraio, scomparso nel 1971 all’età di 34 anni.
Dedicata a Toni Merlin, capo partigiano ucciso in combattimento, è la piazza principale dove svetta la chiesa di Santa Maria, risalente al 1400 ma rimaneggiata alla fine del Settecento. Trichianese è anche Tina Merlin, partigiana, femminista, giornalista (fu lei a segnalare sull’Unità la pericolosità della diga del Vajont).

Fino al 1806 Lentiai è stata parte della Contea di Cesana e la sua storia è legata all’epoca feudale. Qui sorgeva un castello longobardo distrutto all’epoca della Grande Guerra, polo rilevante per il controllo strategico dei commerci fluviali. Il vicino Palazzo Pretorio di Cesana testimonia l’importanza amministrativa e medievale del luogo.

La Chiesa di San Donato a Lentiai risale al 1668. Conserva nella cappella i segni di culto dei primi martiri cristiani, dai quali Sant’Agostino d’Ippona (354-430) trasse ispirazione dando vita alle comunità eremitiche agostiniane.

Nella stessa frazione si può ammirare la cinquecentesca Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta, dichiarata monumento nazionale nel 1880. Ristrutturata negli anni Duemila, custodisce due pregevoli opere: nella navata centrale, il soffitto ligneo a cassettoni (1577) con le Storie della Madonna (20 dipinti tratti dai Vangeli di Luca, Matteo, Giovanni e gli Apocrifi) di Cesare Vecellio e, alla fine, il polittico dell’Assunta (1500), che lo stesso Vecellio realizzò nella bottega di suo cugino, il grande Tiziano. Nelle tavole vengono rappresentati, in nicchie rivestite di mosaico, otto santi e, in alto, dietro l’altare maggiore è raffigurato il Cristo morto.
A Bardiès si arriva percorrendo i sentieri che portano anche ai Laghetti della Rimonta, immersi nella natura. Nella piccola chiesa rurale di Sant’Antonio Abate sorprende il ciclo di affreschi con la vita del santo, dipinti nel 500 da Giovanni da Mel e Cesare Vecellio.

A Cesana, vicino agli antichi pontili e i passi barca sul Piave, si trova l’edificio di culto più antico di Borgo Valbelluna: la Chiesa di San Bernardo. Di origine medievale, è dedicata al monaco dell’Ordine cistercense che fu anche nominato Protettore del Contado di Cesana.
Danneggiata nel 1938, è stata oggetto di un importante restauro nel 2008, curato dall’architetto Andrea Bona e sostenuto dalla Regione Veneto e dalla Fondazione Cariverona, che ha riportato alla luce un importante ciclo di affreschi di almeno quattro maestri diversi. Le opere raffigurano 28 figure, tra cui spicca l’elegante Lactatio Virginis (la Madonna che allatta il Bambino), databile al XIII secolo.

E le Dolomiti si specchiano nel Piave
Quello che più affascina di Borgo Valbelluna è l’impronta selvaggia che oramai è difficile trovare nelle bellissime cime del Nord Italia, ancora di più se sottolineata da un fiume che non solo regala panorami mozzafiato ma mormora ancora alla nostra memoria di italiani: il Piave. Toccarlo con mano, o meglio pagaiando in una discesa soft-rafting al tramonto dal Ponte nelle Alpi fino a Borgo Piave a Belluno, è davvero un’esperienza affascinante, divertente e da provare assolutamente, con la guida, naturalmente, di professionisti del settore.
Christian Da Canal (Canyoning Borgovalbelluna) ha lasciato la sua professione da manager, sempre in giro per il mondo, per dedicarsi alla valorizzazione degli sport d’acqua canyonig, rafting, canoa.

Giù per il Piave, fresca e cantarina, calavano un giorno i legni di Cadore, di Caiada, di Cansiglio per approntare navi e remi e alberi a Venezia
Rievocazione storica Zattera e Zatterieri del Piave-Settembre bellunese 1951
A Borgo Piave di Belluno, potete visitare il Museo del porto fluviale e degli Zattieri a Palazzo Doglioni in Via dei Molini 14. Proprio nella sala che una volta era la bottega degli Zattieri, è visibile un modello di zattera costruito a fine Ottocento. Il Museo delle maschere dolomitiche arcaiche, raccolte da Gianluigi Secco nel palazzo che porta il suo nome per conservare il folclore dei millenari riti che un tempo propiziavano l’arrivo della bella stagione.

Farencomunità con il To’ Vegna
Il To’ Vegna è un gioco di strada che risale al 1600, vero patrimonio vivente di Farra di Mel e, dal 5 settembre 2023, anche Bene immateriale Unesco all’interno del programma “Tocatì”, che tutela i giochi tradizionali.

Divertimento ma anche educazione alla vita comunitaria, solidarietà, riappropriazione degli spazi urbani. Padri, madri, nonni e nipoti, intere generazioni giocano insieme e si confrontano e la strada diventa palestra di vita. Considerato l’antenato del tennis, il Tò Vegna è un gioco gentile. Il battitore, infatti, prima di lanciare la bàla, la pallina di gomma compatta, deve pronunciare “tò” (prendi) e attendere che la squadra autorizzi il lancio della palla rispondendo “vègna” (vieni, manda). Tutto sotto la supervisione del “sior”, l’arbitro.

La tavola racconta il territorio
Insegue il ritmo delle stagioni e si gusta lentamente anche la cucina valbellunese, saggia consigliera del gusto e della salute. Prodotti d’eccellenza e biologici, quelli che ti lasciano il buono in bocca, come una polenta cucinata con le ottime varietà locali di mais. Famoso lo schiz, formaggio freschissimo, solitamente consumato cotto in padella con burro o il formaggio di Valmorel, tipico della zona di Limana-Valmorel.
Non a caso nel 2022 l’Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi (Onaf) ha riconosciuto a Borgo Valbelluna il prestigioso titolo di Città del formaggio.
Una tradizione antica che si scopre appieno visitando il Museo del latte di Farra di Mel, che conserva stampi per il burro, macchinari e strumenti originali ma, soprattutto, documenti storici che testimoniano le attività delle cooperative lattiero casearie tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Il recupero è stata opera dei volontari del Cral Farrese che gestisce il sito.

In prima fila nella promozione della biodiversità e della millenaria tradizione del territorio sono le attività agricole, rappresentate in primis dall’associazione Mele a Mel.

Nell’azienda Bepi Zumelle che parla di territorio già nel nome (il Castello di Zumelle, luogo simbolo della valle). C’è davvero l’imbarazzo della scelta e che produzione romantica! Ecco il Bacio del Casaro, una crosta fiorita di formaggio che si scioglie in bocca; Blu Zumelle, il gorgonzola delle Dolomiti bellunesi; El Boca Straca, il formaggio di fine pasto, come nel celebre detto; i formaggi dagli aromi intensi di erbe alpine, fiori, fieno o “zarpe”, le bucce dell’uva dopo la pigiatura. I recapiti: Via Piave 47, Mel di Borgo Valbelluna, telefono 3473087096.
Tutto parte dall’allevamento, quello rispettoso dei tempi e delle esigenze delle vacche bruno alpine, come quelle allevate allo stato semibrado da Alessandro e Alice nella loro Cooperativa Colle del Tiglio, in Via Valpiana 82, 32020 Case Nice, Limana (BL), telefono 3930908988.
Una curiosità: a Valmorel, al centro dell’omonimo paese, si trova l’ultima e preziosa Latteria Turnaria, così detta perché lavora ininterrottamente il latte conferito dai soci, i quali, a turno, collaborano con il casaro nell’attività di trasformazione del latte realizzando prodotti di alta qualità come il burro, che viene realizzato con la panna di affioramento dal sapore più intenso e aromatico. Recapiti: Sergio Venturin, Via Valmorel 1, 32020 Limana (BL), telefono 393357291783.
Anche i prodotti orticoli, come la zucca Santa Bellunese, il fagiolo Gialét della Valbelluna (presidio Slow Food), il fagiolo Bala Rossa, sanno fare la differenza, specialmente con l’amore e la competenza di produttrici giovani e attente come Enrica Balzan, che nella sua azienda agricola produce anche squisiti succhi di mela completamente biologici e privi di zuccheri. Recapiti: Via Campo 1, Mel, Borgo Valbelluna (BL), telefono 393462461394.
Da Dolomiti Canapa, azienda nata nel 2016, si coltiva la canapa sativa da semi certificati con un metodo di coltivazione in linea con la sostenibilità e l’agroecologia. Recapiti: Frazione Stabie, 89 – Lentiai, Borgo Valbelluna (BL), telefono 393334796521.
L’azienda agricola Le Coccinelle si dedica alla coltivazione di erbe aromatiche e alberi da frutto. Recapiti: Via Corte 36, Mel, Borgo Valbelluna (BL), telefono 393203552698.
Solum a Lentiai coltiva mais, zafferano, segale, olio di semi di canapa e propone “insolite delizie”, composte di frutta che vanno di pari passo con i “vasi preziosi” ricchi di creme spalmabili e i freschi e rilassanti succhi di corniola, melissa o menta. Recapiti: Via Fontanelle 13, Lentiai, Borgo Valbelluna, telefono 393392412980.
Verbum Panis, condotta dalla famiglia di Nicola e Nicoletta con Adele e il piccolo Martino, sta riportando a coltivazione alcuni grani antichi e produce con pasta madre dell’ottimo pane senza l’utilizzo di chimica di sintesi. Recapiti: Via Pizzera 30, 32020 Limana (BL),
telefono 3426321073.

Stessa filosofia anche tra i filari, dove si prediligono viti resistenti ai funghi che sviluppano una difesa naturale contro le principali malattie, i cosiddetti vini Piwi, prodotti in vitigni ibridi creati per resistere a malattie come peronospora e oidio. Ne parla con orgoglio Alex Limana che, assieme al fratello Giampaolo, conduce l’Azienda agricola Poggio Pagnan: «Abbiamo iniziato a piantare il vitigno dal 2019 e ora siamo in grado di trasformare autonomamente l’uva che produciamo nei primi 4 vini identificativi dell’Azienda: Pagnan, Costante, Riveta e Cornera».
In questo incredibile paradiso, immerso nella campagna zumellese tra le Dolomiti e il Piave, si può anche alloggiare in un antico fienile, parte del complesso di una casa colonica risalente all’800, recentemente ristrutturata mantenendo la pietra a vista all’esterno così come le capriate e le travi di legno antico all’interno. La Sala dei Cavalieri che accoglie il visitatore era il luogo dove originariamente venivano allevati i bachi da seta. Recapiti: Poggio Pagnan Azienda Agricola produzione di vino e agriturismo, Via Zottier 35, Mel di Borgo Valbelluna, telefono 3894439585 .

Rifugio Pranolz
Non potevo terminare questo viaggio senza un dulcis in fundo: non solo per le prelibatezze che si degustano qui, a 780 metri di quota immersi nelle Prealpi bellunesi, ma perché il Rifugio Pranolz è un perfetto punto di partenza e arrivo per le vostre escursioni. Si può seguire un corso di nordic walking o fare una uscita in e-bike con accompagnatore, prenotare un massaggio rigenerante, rilassarvi nella sauna o idromassaggio. Insomma: natura, sport, turismo e benessere tutto l’anno.
Informazioni utili
IAT Borgo Valbelluna
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica – Piazza Papa Luciani 4 – Mel di Borgo Valbelluna (BL) Tel. 0437544294 – mel@comune.borgovalbelluna.bl.it
visitborgovalbelluna.it
Canyoning Borgo Valbelluna
Via Montagna di Carve 1/c, Mel di Borgo Valbelluna – Tel. 3662174 – info@canyoningborgovalbelluna.it
www.dolomitiprealpi.it/esperienze
Rifugio Pranoltz di Alessandra Magagnin
Loc. Pranolz, 77 – 32028 Trichiana (BL) – Tel. e Fax: 0437/757010 – mail: info@rifugiopranolz.com
www.rifugiopranolz.com
Col De Venz
Ristorante e birreria quartiere Salvo D’Acquisto, 11 a Mel – Borgo Valbelluna – Tel. 0347 383008 – mail: coldevenz@gmail.com – coldevenz.it









