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Aggiornamento delle ore 22.45 di sabato 1º agosto 2026
«L’Osservatorio Vesuviano ha comunicato a questa amministrazione la conclusione dello sciame sismico iniziato alle ore locali 19.46 del 31 luglio 2026 (UTC 17.46 del 31 luglio 2026) e costituito in via preliminare da 189 terremoti con magnitudo Md ≥ 0.0 (189 localizzati) e magnitudo massima Md = 4.7 ± 0.3 localizzati nell’area dei Campi Flegrei», comunica il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, in una nota.
Riapre alla circolazione marittima anche il porto di Pozzuoli. Lo annuncia con una nota il vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo: «Con la firma dell’ordinanza dell’Ufficio circondariale marittimo, da domenica 2 agosto il porto di Pozzuoli tornerà pienamente operativo e riprenderanno regolarmente i collegamenti con Ischia e Procida. Ringrazio la Capitaneria di Porto di Pozzuoli, gli uffici regionali ed il professor Andrea Prota per il lavoro svolto e per la rapidità delle verifiche tecniche e dell’intervento».
Aggiornamento delle ore 12.10 di sabato 1º agosto 2026
Alle ore 11.28 di oggi, 1º agosto, sono stati rilevati in via preliminare 169 terremoti con magnitudo Md maggiore o uguale a 0.0 e una magnitudo massima Md di 4.7, con scostamento di 0.3 in più o in meno. Lo comunica l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che ha diffuso anche la mappa degli eventi sismici, che riportiamo di seguito.

Aggiornamento delle ore 09.30 di sabato 1º agosto 2026
«La scossa di magnitudo 4,7 conferma la necessità di considerare anche il rischio geologico nella mitigazione degli effetti del sisma. La crisi bradisismica dei Campi Flegrei ci sta insegnando che la prevenzione non può essere settoriale. La sicurezza dei cittadini dipende dalla capacità di affrontare congiuntamente il rischio sismico, quello geologico e quello geomorfologico, trasformando la conoscenza del territorio nel principale strumento di protezione». Lo afferma Lorenzo Benedetto, presidente dell’Ordine dei geologi della Campania.
«Le prime ricognizioni – spiega Benedetto – evidenziano danni a numerosi edifici, alcuni feriti, ma soprattutto segnalano diversi crolli di costoni tufacei, con interessamento di abitazioni, infrastrutture e viabilità. Si tratta di un aspetto che merita particolare attenzione e che conferma quanto la comunità dei geologi sostiene da anni: la mitigazione del rischio sismico non può limitarsi esclusivamente alla vulnerabilità strutturale degli edifici».
«In un territorio complesso come quello dei Campi Flegrei, infatti – continua Benedetto -, gli effetti di un terremoto sono fortemente influenzati anche dalle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio. Accanto agli interventi sugli edifici è indispensabile considerare la pericolosità geologica, con particolare riferimento ai fenomeni di amplificazione sismica locale e ai processi di instabilità dei versanti, che possono determinare conseguenze anche molto gravi, come dimostrano i crolli verificatisi oggi».
«I costoni tufacei che caratterizzano ampie porzioni del territorio flegreo – conclude il presidente dei geologi campani – rappresentano elementi di particolare fragilità. L’azione combinata del bradisismo, della sismicità ricorrente e dei processi di alterazione naturale può contribuire a ridurne progressivamente le condizioni di equilibrio, aumentando la probabilità di distacchi e crolli in occasione di eventi sismici anche di moderata entità».
Aggiornamento delle ore 00.40 di sabato 1º agosto 2026
Sono almeno 21 i feriti sinora, due in codice rosso. Questi gli aggiornamenti – come riferisce l’Agenzia Ansa – che arrivano dalla riunione dell’Unità di Crisi, presieduta dal Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano. Il Dipartimento, in raccordo con le istituzioni e le autorità locali, continua a seguire l’evolversi della situazione nell’area flegrea e rende noto che nell’area di accoglienza Palatrincone di Pozzuoli sono stati allestiti 185 posti letto.
Sospesa la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli, compresa la linea Alta Velocità, per consentire le verifiche tecniche sullo stato dell’infrastruttura. Lo stop interessa i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali Sono già al lavoro i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana, secondo le procedure previste in questi casi, per il controllo dell’infrastruttura. La circolazione riprenderà non appena completati i controlli e accertata la piena sicurezza della linea.
Una decina di feriti e alcuni danni derivanti al crolli: è il bilancio dello sciame sismsico in corso in questa serata nell’area dei Campo Flegrei, dopo la scossa di magnitudo 4.7 che, alle 19.46, ha provocato paura nella popolazione e che si è sentita distintamente anche a Napoli. L’Istituti nazionale di geologia e vulcanologia (Ingv) ha fatto sapere che alle ore 19:46 italiane (17:46 UTC) del 31 luglio 2026, nell’area dei Campi Flegrei, è avvenuto un terremoto di magnitudo Md 4.7, ad una profondità pari a circa 3 km, localizzato dalla Sala Operativa INGV-OV (Napoli) tra le località di Pozzuoli e Quarto.
La scossa è stata avvertita chiaramente in tutta la zona e anche a Napoli. Parecchie persone sono scese in strada impaurite dalla violenza del sisma. Cornicioni crollati in via Epomeo a Pozzuoli, dove si segnalano anche il crollo di un costone, che ha travolto alcune auto parcheggiate, e diverse facciate di edifici danneggiate. Crolli di cornicioni e intonaci anche a Bagnoli.
È in corso uno sciame sismico in quest’area e all’orario di emissione del Comunicato dell’Osservatorio Vesuviano (20:25 italiane) sono stati rilevati in via preliminare 10 terremoti con magnitudo Md ≥ 0.0 e una magnitudo massima Md = 4.7 ±0.3. La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP), calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, mostra dei livelli di scuotimento stimato fino al VII grado MCS. Dalla mappa dei risentimenti macrosismici ricavate dai questionari inviati al sito www.hsit.it, in continuo aggiornamento, notiamo che l’evento è stato risentito in tutta l’area dei Campi Flegrei, in tutta la città di Napoli, ad Ischia e nella penisola sorrentina con risentimenti fino al VI grado MCS.Tutti gli aggiornamenti sullo sciame e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web della banca dati GOSSIP dell’Osservatorio Vesuviano.
Almeno 10 feriti dopo il terremoto
Dalla riunione dell’Unità di Crisi, presieduta dal Capo Dipartimento Fabio Ciciliano, «è emerso che in seguito alla scossa dieci persone sono rimaste ferite lievemente e alcuni edifici disabitati sono crollati». Lo si legge in una nota della Protezione civile. «Si è inoltre verificato il crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione nella zona di Agnano, a Napoli, che ha provocato disagi all’alimentazione della rete elettrica tra Napoli e Pozzuoli, sul posto sono già al lavoro i tecnici per ripristinare la rete».
Danni a edifici civili e chiese
«Danni ad alcuni edifici civili e a diverse chiese per via della scossa che ha interessato l’area dei Campi Flegrei. Le autorità locali sono impegnate a ridurre al minimo i disagi per le famiglie colpite. Ho sentito il prefetto di Napoli e sono in costante contatto con il Capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, che ha immediatamente convocato l’Unità di crisi. Stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione e garantendo il pieno coordinamento tra tutte le strutture operative per assicurare assistenza alla popolazione e il monitoraggio del territorio». Questo il bilancio della scossa secondo quanto dichiarato dal Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci.
La Capitaneria di Porto ha segnalato che la banchina del molo di Pozzuoli non è al momento agibile e ne ha interdetto l’utilizzo. Alcuni smottamenti e frane di lieve entità si sono verificati sul territorio. Sono attive le aree di accoglienza di via Terracina a Napoli e il Palatrincone a Pozzuoli.
Florindo (Ingv): «Prematuro parlare di escalation»
«La scossa di magnitudo 4.7 è certamente un evento importante. È il terremoto di magnitudo più elevata registrato nell’attuale fase di bradisismo dei Campi Flegrei e testimonia che il processo di deformazione del suolo in atto continua a generare un accumulo e un rilascio di energia attraverso terremoti anche di intensità significativa», afferma all’Adnkronos Fabio Florindo, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).
«Parlare di “escalation” però – precisa Florindo – sarebbe prematuro. Un singolo terremoto, anche se forte, non è sufficiente per definire un cambiamento dello stato del sistema vulcanico. Saranno l’analisi dell’intera sequenza sismica e l’insieme di tutti i parametri di monitoraggio (sismicità, deformazione del suolo, emissioni di gas e altri indicatori) a dirci se vi siano variazioni significative rispetto al quadro che stiamo osservando da tempo».









