Sono state la prontezza e l’esperienza di un operatore del 118 e l’immediato intervento in forze dei vigili del fuoco ad evitare conseguenze gravi quando, nelle prime ore dell’alba di lunedì 14, i soccorritori sono stati chiamati in un albergo di Roma per prestare le prime cure a una bambina di 5 anni che, perdendo i sensi, aveva sbattuto la testa. L’infermiere ha allertato subito i colleghi e i vigili del fuoco: «Il mio cicalino squilla di continuo: bisogna svegliare tutti e farli uscire dalle stanze».
Danilo Lizzi, l’infermiere del 118 che con il suo intuito ha evitato possibili gravi conseguenze, è originario di Siderno, in provincia di Reggio Calabria. Lanciato l’allarme alla centrale operativa del 118, insieme all’autista dell’ambulanza, Marco Trinca, ha aperto tutte le finestre della hall per permettere il ricambio dell’aria. Poi i due si sono diretti verso le stanze dove alloggiavano gli ospiti, per svegliarli e farli uscire in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco.
La registrazione dell’allarme lanciato dall’infermiere del 118, diffusa sul suo profilo Instagram dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca (qui riprodotta), rende tutta la drammaticità del momento e testimonia la prontezza e la preparazione del personale di soccorso. L’infermiere dell’Ares 118 ha interpretato nella maniera corretta il segnale del suo strumento per rilevare la presenza di gas: c’era una fuga di monossido di carbonio che, essendo inodore e non producendo rumore, era passata inosservata. La bimba aveva perso i sensi a causa del gas e quindi occorreva subito arieggiare tutti gli ambienti, svegliare gli ospiti e allertare altri soccorritori.
È successo verso le 4.30 della scorsa notte nell’hotel Raganelli, in via Aurelia 738. L’allarme lanciato prontamente ha permesso di svegliare gli ospiti e di evacuare 44 delle 46 stanze dell’albergo, in cui è stata rilevata la presenza del gas. Alcuni di loro presentavano i sintomi classici dell’intossicazione da monossido di carbonio: mal di testa, nausea, vertigini, debolezza. Era stato il portiere di turno, allarmato per l’incidente occorso alla bambina, a chiedere l’intervento dell’Ares 118.
L’infermiere, intuito il pericolo, ha avvisato subito i responsabili della struttura della situazione e ha dato ordine di liberare le stanze e aprire tutte le finestre per arieggiare gli ambienti, allertando i vigili del fuoco per verificare da dove derivasse la fuoriuscita di gas. Probabilmente è fuoriuscito dalla caldaia dell’hotel, che poi è stata posta sotto sequestro. Otto persone, compreso un operatore del 118, sono finite in ospedale in codice giallo per intossicazione; 96 ospiti dell’hotel sono stati evacuati. Ma le conseguenze, senza la prontezza di spirito e l’esperienza dei soccorritori, potevano essere ben peggiori.
Lanciato l’allarme, la sala operativa dei vigili del fuoco di Roma ha immediatamente inviato sul posto la squadra 4A con il supporto del Crrc (Carro rilevamento radioattivo chimico) per i rilevamenti strumentali, con il capo turno e il funzionario di servizio a coordinare l’intervento. Sono state inviate anche 6 ambulanze e un’automedica, che hanno trasportato cinque persone al policlinico Gemelli e altre tre al San Camillo, tutti in codice giallo per intossicazione.
«Se non fosse stata subito inquadrata correttamente la situazione da parte del nostro personale, oggi parleremmo di una tragedia», ha commentato il direttore generale di Ares 118, Narciso Mostarda, sottolineando la prontezza degli operatori intervenuti. «L’operazione della scorsa notte in una struttura alberghiera romana ci fa tirare un sospiro di sollievo e ci spinge a una riflessione doverosa: otto persone devono la loro vita agli operatori dell’Ares 118», ha dichiarato Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio.









