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La segnalazione dei residenti, partita già nella giornata di ieri, è stata raccolta dall’Associazione Curaa – Cittadini uniti per Roma, i suoi alberi e abitanti, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo documentando alcune criticità in un video pubblicato sui social. Le immagini mostrano i primi lavori di riqualificazione di Piazza Monteleone di Spoleto a Roma e un cartello di cantiere privo dei nominativi dei responsabili, delle date di inizio e fine lavori e degli altri riferimenti normalmente previsti. Il video documenta inoltre gli scavi eseguiti a ridosso dei tronchi dei quattro pini storici della piazza, una situazione che ha immediatamente suscitato la preoccupazione dei residenti e delle associazioni impegnate nella tutela del verde urbano.
Quei quattro pini, presenti da circa ottant’anni, rappresentano uno degli elementi più riconoscibili del quartiere. Per molti abitanti sono molto più di semplici alberi: sono parte della memoria collettiva e dell’identità del Fleming. «Porto qui i miei figli a giocare o a mangiare un gelato quasi ogni giorno, proprio come facevano i miei genitori con me e i miei fratelli – racconta una mamma del quartiere -. Questi alberi fanno parte della nostra vita. Sarebbe un errore gravissimo e un dolore immenso perderli».
Secondo Curaa, gli scavi vengono eseguiti in prossimità dei tronchi con il rischio di danneggiare l’apparato radicale, senza rispettare le distanze di tutela previste dal Regolamento capitolino del verde pubblico e privato del 2021, la cui violazione è soggetta a sanzioni. L’associazione segnala inoltre che durante gli scavi non risultava presente un agronomo incaricato della sorveglianza e della salvaguardia delle alberature.
Negli ultimi anni Roma Nord ha perso migliaia di pini, colpiti dalla cocciniglia tartaruga, soprattutto lungo le consolari via Flaminia, via Cassia e via Aurelia. Alberi che, secondo molti esperti, in numerosi casi avrebbero potuto essere salvati con cure adeguate. Sebbene il bilancio arboreo capitolino registri oltre 30.000 nuove piantumazioni, un giovane albero non può sostituire un esemplare adulto. Inoltre, nel periodo di nidificazione dell’avifauna (31 marzo-31 agosto), la normativa prevede verifiche preventive prima di intervenire sulle alberature.
I residenti chiedono all’Amministrazione di modificare il progetto per salvare e integrare i quattro pini nella riqualificazione della piazza. Per anni il Comune di Roma, attraverso le cosiddette “varianti di progetto”, ha adeguato le opere pubbliche per tutelare gli alberi storici, e non il contrario.
Oggi, invece, questa buona pratica sembra essere stata accantonata visto che quasi tutti gli interventi su piazze storiche e siti monumentali definiti di «riqualificazione» si sono trasformati in interventi di «distruzione» degli alberi storici ad alto fusto. È il «doppio pensiero» raccontato da George Orwell in 1984, dove le parole finiscono per significare il loro contrario. Forse vale la pena rileggerlo quest’estate, magari proprio all’ombra di un albero che ci offre gratuitamente frescura, riparo e qualità della vita.
Roma Nord ha già perso troppi pini. I quattro esemplari sani di Piazza Monteleone di Spoleto devono restare, chiedono con forza i cittadini: «Fermate qualsiasi intervento che possa comprometterli e salvate i nostri quattro pini». In quella piazza molti hanno lasciato un pezzo di cuore: quei pini per molti sono memoria, vita vissuta e la storia di un luogo che i cittadini non vogliono vedere svanire.









