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Gli agenti della Polizia stradale di Albano Laziale, della squadra di Polizia giudiziaria del compartimento Polizia stradale Lazio e Umbria e della sezione Polizia stradale di Roma, hanno arrestato nove persone residenti nella Capitale, nei comuni di Nettuno e Anzio, in provincia di Roma, e nel comune abruzzese di Giulianova, in provincia di Teramo. Le ipotesi contestate a loro carico sono quelle di reati legati al riciclaggio di veicoli e denaro. Rinvenute e sequestrate 34 auto che si ipotizza siano state rubate e i cui documenti di circolazione sarebbero stati contraffatti. Altre sette persone sono state denunciate in stato di libertà.
Le indagini sono iniziate quando gli agenti della Stradale della città dei Castelli Romani hanno seguito alcune persone indiziate di essere dei prestanome, in quanto secondo le ipotesi accusatorie avrebbero acquistato direttamente o tramite intermediari auto gravemente incidentate o non riparabili. Una volta ottenuti i documenti di queste macchine, secondo quanto contestato loro dalla Polizia, gli indagati si sarebbero impegnati nella ricerca di auto rubate identiche o simili a quelle incidentate appena comprate.
Sulle vetture rubate, sempre secondo le accuse, gli arrestati avrebbero punzonato illecitamente i numeri di telaio “genuini” delle auto incidentate, collegandoli ai documenti di queste ultime e, dove possibile, sarebbero anche state applicate le relative targhe. Un’altra tecnica contestata dagli investigatori agli arrestati è quella che sarebbero state fatte reimmatricolare le automobili con nuove targhe. I veicoli, una volta “ripuliti”, sarebbero stati quindi rivenduti a terzi acquirenti, i quali li avrebbero comprati in buona fede.
Dall’analisi dei conti correnti degli arrestati, agli inquirenti sono risultate movimentazioni per quasi un milione di euro. Nel corso dell’operazione, denominata “Lilliput”, oltre alle nove persone arrestate, altre sette sono state denunciate perché ritenute coinvolte negli stessi reati contestati agli arrestati. Per tutte loro, la magistratura dovrà ora accertare la sussistenza delle accuse. Le 34 auto sequestrate sono state successivamente consegnate alle persone che gli investigatori hanno individuato come legittime proprietarie.









