Agenzia SIR
Per gentile concessione
«Rinnovo il mio accorato appello al cessate il fuoco, alla liberazione degli ostaggi e al rispetto integrale del diritto umanitario». Questo è l’auspicio espresso da Leone XIV dopo la recita dell’Angelus, il primo dopo il suo rientro in Vaticano dal periodo trascorso a Castel Gandolfo, tornando a chiedere pace per le aree colpite da guerra e violenza.
Il Papa ha espresso «vicinanza a tutti coloro che soffrono a causa dei conflitti e della violenza nel mondo», citando in particolare «le persone coinvolte negli scontri al confine tra Thailandia e Cambogia, specialmente i bambini e le famiglie sfollate», le «vittime delle violenze nel sud della Siria» e la popolazione di Gaza, che è «schiacciata dalla fame e continua ad essere esposta a violenze e morte».
«Ogni persona umana ha un’intrinseca dignità conferitale da Dio stesso – ha aggiunto –: esorto le parti in tutti i conflitti a riconoscerla e a fermare ogni azione contraria ad essa». Il Pontefice ha esortato a «negoziare un futuro di pace per tutti i popoli e a rigettare quanto possa pregiudicarlo».
«Affido a Maria, Regina della pace, le vittime innocenti dei conflitti e i governanti che hanno il potere di porvi fine», ha concluso. Tra i saluti finali, un pensiero alla Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, alla processione mariana sul Tevere nell’ambito della festa de “Noantri” per onorare la Madonna del Carmine e la sua storia legata al ritrovamento della statua nel fiume nel 1535, e infine ai giovani del Giubileo: «Auspico che esso sia per ciascuno un’occasione per incontrare Cristo ed essere da Lui rinsaldati nella fede».









