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Papa, messa ad Albano e Angelus a Castel Gandolfo: «Capirsi, perdonarsi, sostenersi»

Leone XIV: «Si fermi subito la barbarie della guerra»; no «spostamento forzato» a Gaza. Visita alla Specola nell'anniversario dell'allunaggio

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(Per gentile concessione)

«Costa fatica, ad esempio, nell’ascolto e nel servizio, la fedeltà e l’amore con cui un papà e una mamma mandano avanti la loro famiglia, come pure costa fatica l’impegno con cui i figli, a casa e a scuola, corrispondono ai loro sforzi». Lo ha detto Leone XIV, durante l’omelia pronunciata nella Cattedrale di San Pancrazio ad Albano, nella XVI Domenica del Tempo Ordinario.

«Costa fatica capirsi quando si hanno opinioni diverse, perdonarsi quando si sbaglia, prestarsi assistenza quando si è malati, sostegno quando si è tristi – ha aggiunto -. Ma è solo così, con questi sforzi, che nella vita si costruisce qualcosa di buono; è solo così che tra le persone nascono e crescono relazioni autentiche e forti, e che dal basso, dalla quotidianità, cresce, si diffonde e si sperimenta presente il Regno di Dio».

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«Se è importante che viviamo la nostra fede nella concretezza dell’azione e nella fedeltà ai nostri doveri, è però pure fondamentale che lo facciamo partendo dalla meditazione della Parola di Dio e dall’attenzione a ciò che lo Spirito Santo suggerisce al nostro cuore», ha detto Leone XIV, celebrando la messa. «Dare spazio al silenzio, all’ascolto del Padre che parla e “vede nel segreto”, è una dimensione della vita cristiana che oggi abbiamo particolarmente bisogno di recuperare», ha aggiunto.

Il Papa ha invitato a vivere l’estate come tempo di grazia: «I giorni estivi possono essere un momento provvidenziale in cui sperimentare quanto è bella e importante l’intimità con Dio, e quanto essa può aiutarci anche ad essere più aperti, più accoglienti gli uni verso gli altri». Poi l’esortazione a prendersi cura: «Offrirci reciprocamente comprensione e consiglio: questo ci fa sentire amati, e tutti ne abbiamo bisogno». E ancora: «Promuoveremo, nella solidarietà, nella condivisione della fede e della vita, una cultura di pace».

Citando sant’Agostino, il Papa ha ricordato: «Passerà la fatica e arriverà il riposo; ma si arriverà al riposo unicamente attraverso la fatica». E ha concluso: «Abramo, Marta e Maria ci ricordano proprio questo: che ascolto e servizio sono due atteggiamenti complementari con cui aprirci, nella vita, alla presenza benedicente del Signore».

Il Pontefice è poi rientrato nella residenza di Castel Gandolfo. «Ogni volta che accogliamo l’invito alla Cena del Signore e partecipiamo alla mensa eucaristica, è Dio stesso che “passa a servirci”». Lo ha detto Leone XIV, affacciandosi su piazza della Libertà a Castel Gandolfo per l’Angelus domenicale.

«Il nostro Dio ha prima saputo farsi ospite, e anche oggi sta alla nostra porta e bussa», ha aggiunto, commentando la liturgia del giorno. «È suggestivo che nella lingua italiana l’ospite è sia chi ospita, sia chi viene ospitato», ha osservato, invitando a «contemplare il gioco di accoglienza reciproca, fuori dal quale la nostra vita impoverisce».

Riferendosi a Marta, ha detto: «Dio la chiama a qualcosa di più bello della stessa generosità. La chiama a uscire da sé». E ha spiegato: «Solo questo fa fiorire la nostra vita: aprirci a qualcosa che ci distoglie da noi stessi e nello stesso tempo ci riempie».

Guardando al tempo estivo, ha affermato: «L’industria delle vacanze vuole venderci ogni genere di esperienza, ma forse non quello che cerchiamo». E ha concluso: «Occorre solo farsi ospiti: fare posto e anche chiederlo; accogliere e farsi accogliere. Abbiamo tanto da ricevere e non solo da dare».

«Chiedo nuovamente che si fermi subito la barbarie della guerra e che si raggiunga una risoluzione pacifica del conflitto». Ha detto Leone XIV al termine dell’Angelus, esprimendo «profondo dolore per l’attacco dell’esercito israeliano contro la Parrocchia cattolica della Sacra Famiglia in Gaza City». Il Papa ha ricordato che l’azione militare «ha causato la morte di tre cristiani e il grave ferimento di altri», pregando «per le vittime, Saad Issa Kostandi Salameh, Foumia Issa Latif Ayyad, Najwa Ibrahim Latif Abu Daoud», e manifestando vicinanza «ai loro familiari e a tutti i parrocchiani».

Ha quindi rivolto un appello «a osservare il diritto umanitario e a rispettare l’obbligo di tutela dei civili, nonché il divieto di punizione collettiva, di uso indiscriminato della forza e di spostamento forzato della popolazione». Ai cristiani del Medio Oriente ha detto: «Siete nel cuore del Papa e di tutta la Chiesa. Grazie per la vostra testimonianza di fede». Poco prima aveva ricordato la celebrazione della messa nella Cattedrale di Albano, definendola «un momento significativo di comunione ecclesiale e di incontro con la Comunità diocesana».

Infine, i saluti ai pellegrini presenti, «a tutti quelli che hanno lavorato per organizzare questa bellissima celebrazione» e l’augurio: «Desidero ringraziare tutti voi per l’accoglienza e a tutti auguro una buona domenica».

Papa Leone XIV alla Specola Vaticana a Castel Gandolfo

Nella tarda mattinata di oggi, in occasione dell’anniversario dell’allunaggio del 20 luglio 1969, Papa Leone XIV si è recato in visita alle Cupole della Specola Vaticana, a Castel Gandolfo. Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede. La visita è avvenuta subito dopo la recita dell’Angelus, presieduto dal Pontefice nella residenza estiva dei Papi.

La Specola Vaticana, tra le più antiche istituzioni di ricerca astronomica al mondo, è attiva a Castel Gandolfo dal 1935 e prosegue la missione di studio del cosmo alla luce della tradizione della Chiesa. La ricorrenza dell’allunaggio ha offerto un’occasione simbolica per sottolineare il valore della meraviglia e della ricerca, anche alla luce della fede.

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