Il mondo del giornalismo ha perso una collega di grande spessore, sia professionale sia umano: il 14 settembre scorso, nell’ospedale di Viterbo, è venuta a mancare Maria Rosaria Gargiulo, che noi colleghi chiamavamo affettuosamente Rosy, vedova di Riccardo Pazzaglia, lo scrittore, giornalista e regista scomparso nel 2006.
Il rito funebre si è svolto a Nepi, in provincia di Viterbo, martedì 16 scorso, nel Duomo di Santa Maria Assunta. Ciò che Rosy ha lasciato, oltre alle decine di articoli ed interviste su testate importanti quali La Repubblica, L’Espresso, Napoli Oggi, Il Mattino e il Radiocorriere Tv, è il suo messaggio di vita, così come spiegato dal parroco nella splendida omelia funebre. Ma quale è il messaggio di vita che ha reso la sua vita un capolavoro? È un messaggio importante: quello dell’amore, quello vero, purificato e dunque eterno che ha donato sia a se stessa, amante della vita, sia a tutti noi.
L’amore di Rosy per i familiari era assoluto, ma anche per gli amici (ne sono testimone) era costante e autentico. Non conosceva tornaconto e l’amore oggi è un tesoro prezioso. In questo si è conquistata l’eternità lasciando a noi una indicazione di percorso, quella di diventare perfetti nell’amore: un insegnamento che risuona con forza nel nostro anaffettivo e crudele presente storico.
Ho conosciuto Rosy grazie all’avventura del Radiocorriere TV. Quando veniva in redazione per consegnare le sue interviste, battute a macchina con la Olivetti (odiava il computer), entrava un raggio di sole, inconfondibile era il timbro di voce, luminoso. In quegli anni (Novanta) diventammo amiche.
Il direttore, Fabrizio Cerqua, l’aveva scelta per le sue capacità. Sue le interviste ai maggiori personaggi del momento, sempre chiare e ricche di significato, come un buon giornalista sa fare. D’altra parte Rosy aveva un curriculum importante: aveva frequentato il Centro sperimentale di cinematografia insieme al futuro marito Riccardo Pazzaglia. Così come ricordato nella omelia, in parte per dedizione alla famiglia, dal cinema passò poi al giornalismo di spettacolo, collaborando con testate autorevoli.
Tra i suoi ultimi lavori il libro «La mia vita con Riccardo Pazzaglia” (Guida Editori-2019), con prefazione di Enrico Montesano e testi di Riccardo Pazzaglia, dove per la prima volta si confida e racconta aneddoti di vita privata, retroscena di vita professionale del suo amato marito e ricorda tutti i personaggi importanti conosciuti e incontrati da una delle coppie più longeve dello spettacolo: da Vittorio De Sica a Luciano De Crescenzo.
Nel suo libro, Rosy riesce a delineare la figura di un uomo dalla forte personalità, sempre attento all’amicizia e all’amore, in particolare quello coniugale. Una coppia perfetta, straordinaria, un sentimento tra di loro assoluto, indissolubile. È davvero difficile credere che Rosy non sia più con noi, ma mi piace immaginare che sia di nuovo con lui, Riccardo, senz’altro in Paradiso.









