HomeCultura e spettacoliMusica: Bari ricorda l'eredità di Guido Di Leone con un concerto all'Ateneo

Musica: Bari ricorda l’eredità di Guido Di Leone con un concerto all’Ateneo

Il Walkin’ahead Octet trasforma il ricordo del chitarrista jazz barese in materia viva. Una serata di ascolto reciproco e bellezza condivisa

- Pubblicità -
laurea online

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Ci sono esistenze che non conoscono il punto fermo, ma continuano a vibrare oltre la linea del tempo, depositandosi nelle dita di chi ha condiviso una nota, uno sguardo, un’intuizione. La musica di Guido Di Leone è esattamente questo: una materia viva e imperitura, che sfugge alla ruggine del ricordo per farsi carne, presenza, luce condivisa.

Giovedì 6 agosto, il cortile dell’Ateneo di Bari si è trasformato nella culla di un racconto intimo e corale. La maestosa scatola marmorea dell’atrio, avvolta e accarezzata dalle vellutate luci bluastre dello scenario, ha raccolto una platea gremita in un’atmosfera sospesa e vibrante, restituendo un’acustica d’eccezione, resa profonda e avvolgente proprio dal perimetro delle antiche mura. In questo scenario incantato, per il terzo appuntamento della rassegna “Notti di Stelle Summer”, curata dalla Camerata Musicale Barese, la figura del chitarrista, compositore e didatta pugliese non è stata semplicemente commemorata con “I Remember You”. È stata rievocata, invocata, celebrata nella sua accezione più pura: come un’eredità artistica e umana che continua a generare bellezza.

- Pubblicità -

Sul palco non un gelido altare di memoria, ma un’alchimia d’affetti e talenti d’eccezione riuniti sotto il nome di Walkin’ahead Octet. Un ensemble straordinario composto da compagni di vita, amici e colleghi di sempre: Francesca Leone, la cui voce porta con sé il peso e la grazia di una complicità profonda; Aldo Di Caterino, raffinato alle trame del flauto traverso; Fabrizio Bosso ed Alberto Di Leone, capaci di accendere l’aria con i loro squilli lucenti e ricchi di pathos alle trombe; Roberto Ottaviano, che con la voce autorevole del suo sax intesse dialoghi di profonda liricità; Vito Di Modugno, ad assicurare alle fondamenta sonore del gruppo la calda vitalità dell’organo Hammond e del basso; Bruno Montrone, la cui toccata al pianoforte dona eleganza e nitidezza armonica ad ogni passaggio, insieme al pulsare ritmico sensibile, vigoroso e misurato della batteria di Mimmo Campanale. Otto sguardi, otto voci soliste capaci di fondersi in un unico, grande respiro.

L’esplorazione del repertorio di Guido Di Leone ha svelato la natura poliedrica e mai imbrigliata della sua scrittura. Dalla solarità elegante ed evocativa delle sonorità brasiliane di Bolsa Nova e Beija Flor, fino alle malinconiche sfumature bossa e al lirismo intimista di Saudade a Salice, passando per le radici viscerali del blues e della tradizione afroamericana che pulsano in brani come Chester BluesBlue Night e Mr. Montgomery. Non sono mancate le pagine più riposte e dense di poesia (da Palavras De Um Traidor ad Ending Folk Tale, da Four Brothers in Sofia fino a Vanette), composizioni che testimoniano una curiosità intellettuale mai doma, sempre tesa verso il dialogo e l’improvvisazione.

Ciò che è emerso con forza durante la serata non è stato soltanto il pregio tecnico di esecuzioni impeccabili, ma il modo medesimo con cui i musicisti sul palco si sono cercati, ascoltati, accolti: la testimonianza vivente dell’insegnamento di Duke Ellington, per cui «il jazz è un’eccellente sostanza espressiva della sensibilità umana», mezzo indispensabile e passione pura. In quel continuo gioco di rispondenze e cedimenti virtuosi è risuonata proprio questa verità: il jazz non come mero sfoggio di bravura individuale, ma come architettura della relazione, spazio sacro in cui ogni singola voce trova senso soltanto nell’eco dell’altra.

Sotto la direzione artistica del maestro Dino De Palma, la serata si è chiusa lasciando nel pubblico la certezza che Guido Di Leone non appartenga alle ombre del passato. Il suo magistero continua ad abitare i luoghi della didattica, a plasmare la sensibilità delle nuove leve e a rivivere ogni volta che la musica si fa gesto d’amore e di condivisione. “I Remember You” non è stato un epilogo, ma la conferma che certe impronte non si cancellano: continuano a indicare la strada.

- Pubblicità -
Raffaella Anna Dell'Aere
Raffaella Anna Dell'Aere
Pugliese, nata a Bari nel 1966. È insegnante di scuola primaria e coltiva da sempre una profonda passione per la scrittura e l’espressione artistica. Dal 2011 collabora come articolista con la testata giornalistica LiveNetwork e nel 2021 consegue l’attestato di frequenza al corso di giornalismo presso Bari Report. L’amore per la poesia l’accompagna da tutta la vita e si concretizza nella pubblicazione della raccolta poetica Anima Da Mare (Editrice Rotas, 2011). La passione è il filo conduttore di un percorso artistico ampio e trasversale che abbraccia teatro, recitazione e la progettazione di rassegne artistiche, musicali e poetiche. Nel 2011 consegue l’attestato di partecipazione al corso trimestrale di recitazione, teatro, danza e dizione Verso Itaca, diretto da Alessio Bergamo e Giampiero Borgia. Partecipa come conduttrice a diverse edizioni del Talos Festival, accanto ai musicisti e direttori artistici Pino e Livio Minafra, con il patrocinio del Comune di Ruvo di Puglia e della Regione Puglia. Tra le performance più significative si distingue la partecipazione alla rassegna Notte di Poesia al Dolmen, patrocinata dal Comune di Bisceglie, in collaborazione con Livio Minafra, pianista jazz e compositore, vincitore del prestigioso Premio Top Jazz. Partecipa inoltre in qualità attoriale all’evento culturale Parola di Poeta, ideato dal poeta Maurizio Evangelista e patrocinato dal Comune di Trani. Fiore all’occhiello del suo percorso è l’ideazione e la partecipazione artistica a una serata pianistica e poetica nell’ambito del Wanda Landowska Festival, dedicata al breve e intenso amore tra Fryderyk Chopin e George Sand, sotto la direzione artistica della compianta compositrice e clavicembalista Margherita Porfido.
- Pubblicità -
Marilab
Daniela Molina il peso della nebbia
Integrazione specifica, studiata su misura. Laura Nardecchia per Partner.con
AD - Tipografia Giammarioli

Primo Piano

Ultimi Articoli