«Con una guerra alle porte di casa, con la dipendenza energetica in ballo, con un export in regressione in Russia e Oriente, si capisce come l’accordo sui dazi sia il frutto di una trattativa commerciale cruda e concreta portata avanti dall’Amministrazione americana nel suo interesse». Così Massimo Mota, presidente di Agci, l’Associazione generale cooperative italiane, commenta l’accordo raggiunto sui dazi tra Usa e Unione europea. Il movimento cooperativistico guarda con attenzione alle conseguenze dell’intesa per tutti i settori economici in Europa e nel nostro Paese.
«Coscienti del momento – continua Mota -, gli Stati Uniti hanno paventato uno scenario di escalation dei vincoli commerciali politicamente sostenibile oltre-Atlantico, ma spaventoso per noi. Questo che oggi viviamo come il miglior accordo possibile, impatterà pesantemente su tante produzioni nazionali, a cominciare da quelle dell’agroalimentare».
Forte è l’appello che Agci invia all’Europa e al nostro Paese perché l’accordo raggiunto non penalizzi settori vitali per l’economia continentale, in generale, e per quella italiana in particolare.
«Oggi, quindi, la sfida è tutta in campo europeo – spiega Mota – perché in queste situazioni occorre saper fare di necessità virtù e potenziare e ottimizzare ogni alternativa utile. Occorre sopprimere vincoli che ancora residuano nel mercato interno, sostenere il miglioramento produttivo, innovare e conquistare altri spazi di mercato. In Europa e in Italia in particolare non mancano intelligenze e volontà per questo. Spesso purtroppo siamo abili a costruire attorno a noi gabbie normative sempre più strette che vanificano ogni tentativo di ripresa».










