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Libri: a Vallecupola con Amalia Mancini per parlare di “Falcone e Vespaziani”

Il 12 alle 17, nel borgo del Reatino, su iniziativa della Biblioteca Angelo Di Mario, per tornare a discutere di mafie, ma anche di giustizia

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Il 12 agosto in provincia di Rieti si parla di Cosa Nostra. A Vallecupola, la Biblioteca casa museo Angelo Di Mario, a partire dalle 17, organizza la presentazione del libro della giornalista e saggista Amalia Mancini dal titolo “Falcone e Vespaziani”, che si terrà al Palazzo Jacobuzzi. Una occasione importante per tornare a discutere di mafie e illegalità. Ma anche di giustizia, speranza, coraggio, determinazione e integrità. Con l’autrice ci sarà l’avvocato Giovanni Vespaziani, protagonista di una vicenda importante altrimenti trascurata. il volume, autobiografico, ruota infatti attorno alla storia della collaborazione tra l’avvocato Vespaziani e il noto magistrato, nell’ambito degli interrogatori al collaboratore di giustizia Antonino Calderone.

L’iniziativa nel borgo del reatino, in questi giorni, ha anche un valore simbolico: il 6 agosto scorso Palermo, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commemorato il 45° anniversario degli omicidi di Gaetano Costa, del vicequestore Ninni Cassarà e dell’agente Roberto Antiochia, tutte vittime della mafia. Un’occasione per sottolineare l’importanza della memoria in un momento nel quale la Dia ipotizza un cambio di politica tra le principali organizzazioni mafiose. Secondo gli investigatori, sarebbero in grado oggi, abbandonando le rivalità tradizionali, di cooperare su traffici internazionali, riciclaggio e infiltrazioni nelle strutture pubbliche in un sistema ramificato su tutta la Penisola che non salva i centri periferici.

A coordinare l’incontro di martedì 12 a Vallecupola saranno il critico letterario Sandro Angelucci e la giornalista Maria Grazia Di Mario. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della rassegna Tra natura e letteratura, festival letterario che ha l’ambizione di estendersi lungo tutto il corso dell’anno, affrontando anche tematiche di attualità e rigenerazione dei territori.

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In un passo del libro “Falcone e Vespaziani” si legge: “Tutto iniziò in una calda giornata del 1988, tra Rieti e Roma avevo compiuto passi importanti da gigante nella mia carriera,  tanto che all’epoca ero presidente dell’ordine degli avvocati del Foro di Rieti, per poi trasferirmi al Foro di Roma. Ricordo che quella giornata non aveva nulla di diverso dalle altre: il mio lavoro proseguiva spedito, non mi sarei aspettato di ricevere una chiamata al telefono di Falcone. Presidente, io la devo nominare difensore di un pentito di mafia, di un collaboratore di giustizia che si trova nel carcere di Rieti”.

Da quel momento partirono gli interrogatori, che portarono a ben 867 pagine di deposizione. Calderone, si spiega nel libro, possedeva una enciclopedia di informazioni più vasta di Buscetta. Fu grazie alle rivelazioni che fornì, alla presenza di Giovanni Vespaziani, che Falcone sarebbe riuscito a imbastire il maxiprocesso contro la mafia (che gli costerà poi la vita).

Oggi Vespaziani è un avvocato di novantaquattro anni, nato in un piccolo borgo della provincia di Rieti, a Castel di Tora. È originario per parte materna di Vallecupola. Anche delle sue origini racconta, e di come la vicenda familiare e legata alle sue radici abbia influenzato il percorso umano e professionale. Nato in una famiglia numerosa e povera, di contadini, quintogenito di otto figli, vuole studiare e ce la mette tutta. Si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza, si laurea con il massimo dei voti, si iscrive all’Albo degli avvocati di Rieti e consegue l’abilitazione per esame e non per anzianità.

Nel 1978 con sua moglie, l’avvocata Elena Fiordeponti, apre uno studio legale associato che si occupa prevalentemente della confisca e del sequestro dei beni di indiziati, o condannati per associazione mafiosa. Una scelta, quella di Giovanni Falcone, dunque non casuale, ma ben ponderata.

Giovanni Vespaziani sarà un sindaco illuminato del suo borgo natio, Castel di Tora, per 26 anni; dal 2005 ne sarà sindaco emerito. Amico fraterno di don Pierino Gelmini, a Castel di Tora  apre un’altra Comunità incontro per ragazzi tossicodipendenti. È stato anche co-fondatore dell’associazione I borghi più belli d’Italia, promossa dalla Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), della quale è stato per un decennio membro del Consiglio direttivo. Ha avuto il merito di avervi iscritto Castel di Tora, invitando tutti i sindaci d’Italia a seguire il suo esempio.

La Biblioteca Angelo Di Mario, con questa iniziativa, proseguirà la sua missione nella valorizzazione del territorio delle Valli del Salto e del Turano e delle sue personalità. A seguire l’incontro del 12 agosto, un buffet a base di caffè e dolci tipici donati da Faraglia (Torrefazione-Rieti) e Da Gessy (Biscotteria. Cioccolateria – Nazzano). Partner dell’iniziativa le Associazioni “Iplac”, presieduta da Maria Rizzi, e “Iter” di Mimmo Micarelli (Osteria Nuova-Roma).

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