Tempo di lettura stimato: 3 minuti
Riduzione degli organici delle redazioni e delle retribuzioni dei giornalisti, mancanza di diritti e retribuzioni non adeguate per migliaia di precari, tagli al costo del lavoro senza cogliere le opportunità della trasformazione digitale. Perché il rinnovo del contratto di lavoro di settore, atteso da dieci anni, intervenga su questi e altri punti critici, i giornalisti sciopereranno il prossimo venerdì 28 novembre. E il giorno precedente manifesteranno a Roma.
Lo ha annunciato la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), sindacato unitario dei giornalisti italiani, con un comunicato, dopo i primi confronti sul rinnovo contrattuale con la controparte datoriale, la Federazione italiana editori giornali (Fieg). Le criticità denunciate, dice il sindacato, stanno deteriorando la qualità del giornalismo, presidio di democrazia, con ricadute negative sul pluralismo e sul diritto dei cittadini a essere informati.
Il comunicato della Fnsi
Il giornalismo è presidio fondamentale per la vita democratica del nostro Paese, ma la qualità dell’informazione si sta deteriorando.
Gli editori non hanno colto le opportunità nei ricavi della trasformazione digitale del settore e davanti alla crisi dei media tradizionali hanno preferito tagliare il costo del lavoro.
La riduzione degli organici delle redazioni e delle retribuzioni dei giornalisti attraverso licenziamenti, ripetuti stati di crisi con le casse integrazioni e migliaia di prepensionamenti, la paralisi contrattuale ha inaridito l’offerta di notizie con ricadute negative sul pluralismo e sul diritto dei cittadini a essere informati.
Per queste ragioni i giornalisti hanno proclamato lo sciopero nazionale per il 28 novembre per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro Fnsi-Fieg, scaduto da oltre dieci anni.
Ritengono che per lo sviluppo dell’informazione sia necessario un nuovo accordo con gli editori che tenga conto della perdita del potere d’acquisto degli stipendi eroso dall’inflazione, che favorisca l’ingresso nelle redazioni di giovani, che garantisca diritti e retribuzioni adeguate alle migliaia di collaboratori e corrispondenti – per lo più precari -, che tutti i giorni raccontano quanto accade nelle nostre città.
Il nuovo contratto non deve lasciare indietro nessuno, tutelando i diritti acquisiti, contemplando nuove figure professionali e occupandosi di intelligenza artificiale e di equo compenso per la cessione dei contenuti sul web.
Lo sciopero che sarà proceduto il giorno prima 27 novembre da una manifestazione di piazza a Roma, non ha motivazioni politiche, ma vuole ribadire che un’informazione di qualità è possibile solo con giornalisti professionali liberi tutelati, come tutti i lavoratori del nostro paese, nei loro diritti e nelle retribuzioni adeguate dal rinnovo del contratto di lavoro.









