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Il più giovane poleman in un Gran Premio di Formula 1 e, da oggi, anche il più giovane leader che mai abbia occupato il primo posto nella classifica piloti della massima competizione della velocità sulle quattro ruote. Kimi Antonelli consolida quella che è già, a vent’anni non ancora compiuti, la sua leggenda. E fa intravedere l’alba di una nuova era. Soprattutto, fa sognare i tifosi italiani, che di sogni sono stati privi per tanto, troppo tempo.
L’aria di Suzuka, solitamente pregna del profumo di ciliegi e leggenda motoristica, oggi ha vibrato di un’energia nuova. Quella di una storia che è in procinto di essere totalmente riscritta. Il cielo giapponese è stato spettatore dell’inizio di una nuova era e la nascita di un nuovo re.
La gara di Suzuka, questa domenica 29 marzo 2026, non è stata solo una semplice corsa ma il solenne passaggio di un testimone invisibile, l’incoronazione di un’era e la conferma di un’incrollabile tenacia. Il giovane Andrea Kimi Antonelli non ha vinto solamente la sua seconda gara, per di più consecutiva, in Formula 1 ma ha dimostrato quanto costanza e tenacia possano fare.
Una partenza non delle migliori per il giovane pilota bolognese, che si è visto scivolare dalla pole alla 6a posizione, ma che grazie alla Saftey car, al 22º giro, dovuta dall’incidente di Oliver Bearman, l’altro “baby” della Formula 1 (20 anni), ha cambiato tutto. Una ripartenza a martello, ritmo inavvicinabile e gestione di gomme e distacchi fino alla bandiera a scacchi. Un capolavoro di strategia e freddezza.
Al giro 45, con le gomme bianche ormai finite, Antonelli ha fatto ciò che tutti i veterani sconsigliano di fare: ha tenuto giù il piede nella leggendaria 130R per potersi difendere da Oscar Piastri. Mentre gli altri gestivano, lui scriveva la storia. Non è solo un talento ma un segnale che ci fa comprendere quanto il giovane della Mercedes non abbia paura di niente.
Una gara che ha visto anche una McLaren, quella di Piastri, finalmente competitiva a tal punto da aggiudicarsi il secondo posto. Ma con loro anche il “fighter” della giornata: Charles Leclerc che, nonostante una Ferrari ancora difficile da bilanciare, si prende un meritato podio. Solo sesto l’altro pilota di Maranello, Lewis Hamilton.
Insomma, un Mondiale che ha un padrone inaspettato. Mercedes ha ufficialmente azzeccato il nuovo regolamento imposto nel 2026, portando i suoi piloti a giocarsi il titolo. La Ferrari c’è, ma le manca ancora quel decimo per poter lottare per la vittoria.
Ora ci aspetta una lunga pausa a causa dei Gp cancellati per la guerra in Medio Oriente, prima di Miami. Chi tornerà più forte? La caccia ad Antonelli è aperta.
Ordine d’arrivo del Gp del Giappone


Classifica campionato mondiale piloti


Classifica campionato mondiale costruttori










