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Una giuria di sette esperti indipendenti è stata nominata dal ministro della cultura Alessandro Giuli con il compito di valutare i progetti presentati dalle 23 città candidate al titolo di Capitale italiana della cultura 2028. La giuria è composta da Davide Maria Desario, presidente; Stefano Baia Curioni, Vincenzina Diquattro, Luca Galassi, Luisa Piacentini, Davide Rossi, Vincenzo Trione.
Tra le 23 città candidate, ben cinque sono della Campania, considerando come unica entità i 14 comuni che formano l’Unione della Città Caudina, tra le province di Avellino e Benevento, autori di un unico progetto che mira a creare un futuro condiviso per la Valle Caudina, sfruttando la cultura come motore di crescita e unendo le forze per una nuova identità territoriale. Montesarchio è il Comune capofila; gli altri sono Cervinara, Airola, Sant’Agata de’ Goti, Bucciano, Arpaia, Pannarano, Roccabascerana, San Martino Valle Caudina, Forchia, Paolisi, Moiano, Bonea e Rotondi.
Tra le altre città autrici dei progetti che aspirano a entrare in finale, tre sono rispettivamente di Lazio, Toscana e Puglia; due del Veneto; una ciascuna di Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Calabria e Sicilia.
Il termine per la selezione dei finalisti è stato prorogato dal 18 dicembre 2025 al 20 gennaio 2026, per consentire un’attenta valutazione delle proposte in gara. Da questa analisi nascerà la lista delle dieci finaliste, che saranno poi convocate per un’audizione pubblica prima della scelta definitiva.
Le finaliste saranno selezionate tra le seguenti candidate: Anagni (FR), Ancona, Bacoli (NA), Benevento, Catania, Colle di Val d’Elsa (SI), Fiesole (FI), Forlì, Galatina (LE), Gioia Tauro (RC), Gravina in Puglia (BA), Massa, Mirabella Eclano (AV), Moncalieri (TO), Pieve di Soligo (TV), Pomezia (RM), Rozzano (MI), Sala Consilina (SA), Sarzana (SP), Tarquinia (VT), Unione dei Comuni della Città Caudina (AV e BN), Valeggio sul Mincio (VR), Vieste (FG).









