Un’imbarcazione da diporto di 23 metri ha urtato degli scogli sommersi nelle acque antistanti Torre Astura nel comune di Nettuno, nella zona sud del litorale laziale, riportando notevoli danni al timone e all’elica. Lanciata la richiesta di soccorso, una motovedetta della Capitaneria di porto di Anzio ha portato in salvo le sei persone a bordo, scongiurando anche il pericolo di inquinamento dell’area marina a causa del possibile sversamento di idrocarburi in mare. È successo nella tarda mattinata di mercoledì 20.
Ricevuta la richiesta di soccorso, la Sala operativa della Capitaneria di porto di Anzio ha inviato immediatamente la motovedetta CP 859, unità specializzata in ricerca e soccorso, anche in considerazione del possibile maggior pericolo derivante dal previsto peggioramento delle condizioni meteo marine in zona.
L’equipaggio dell’imbarcazione che aveva avuto l’incidente, composto da sei persone, tra cui un bambino, è stato immediatamente tratto in salvo con non poche difficoltà, a causa dello stato del mare e della grandezza dell’imbarcazione stessa. Quattro dei sei naufraghi sono stati portati in buono stato di salute al porto di Anzio, mentre due di loro sono rimasti a bordo dell’imbarcazione in attesa delle unità rimorchiatrici, che hanno condotto la barca nel porto di Nettuno. Qui sarà sottoposta alle riparazioni del caso.
Il tenente di vascello comandante della Capitaneria di Porto di Anzio, Lorenzo Giovannone, ha espresso il proprio apprezzamento verso l’equipaggio che ha condotto le operazioni di soccorso, il quale ha dimostrato, ha detto l’ufficiale, una notevole perizia marinaresca. Grazie alla tempestività dell’intervento è stato scongiurato ogni rischio di inquinamento che sarebbe potuto scaturire dallo sversamento di idrocarburi in mare.









