Il sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, ha emesso un’ordinanza con la quale vieta «in tutto il territorio del Comune di Anzio, in luogo pubblico o aperto al pubblico, il campeggio, il bivacco e l’accampamento mediante l’utilizzo di tende, coperture e costruzioni varie, sacchi a pelo, coperte e simili». L’ordinanza è stata emessa a seguito di ripetuti episodi che si sono verificati sul territorio. In particolare in centro e nella zona archeologica nota come “Grotte di Nerone”: episodio, quest’ultimo, di cui abbiamo scritto nelle scorse settimane sul nostro giornale Metropoli.Online. Il Comune della città del litorale laziale riferisce anche che, di recente, si è provveduto a liberare l’area da occupanti abusivi e a chiudere gli accessi.
Nell’ordinanza è vietato, inoltre, «occupare parchi, edifici, beni monumentali, archeologici e di utilizzare gli arredi urbani in maniera impropria nonché stazionare senza motivo legittimo (ad eccezione di attese legate a servizi o attività autorizzate) in aree pubbliche o aperte al pubblico, con una permanenza prolungata e non giustificata tale da determinare intralcio o pregiudizio al decoro urbano, all’igiene e alla sicurezza pubblica».
L’inosservanza dell’ordinanza del sindaco di Anzio è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria determinata tra 25 e 500 euro, ferma restando l’eventuale configurazione di reati previsti dal codice penale. «All’atto della contestazione – stabilisce l’atto del sindaco Lo Fazio – i trasgressori sono tenuti a cessare immediatamente il comportamento tenuto in violazione dei divieti contenuti nell’ordinanza e sono tenuti a rimuovere immediatamente le cause del fatto dannoso ed a ripristinare i luoghi oggetto dell’illecito a propria cura e spese».









