6.8 C
Roma
venerdì 23 Gennaio 2026
spot_img
spot_img

Giornale di attualità, opinioni e cronache dall'Italia e dal mondo
Direttore: Massimo Marciano

HomeCronache MetropolitaneAlbano Laziale, Borelli sulla crisi: «Un disegno cinico e premeditato»

Albano Laziale, Borelli sulla crisi: «Un disegno cinico e premeditato»

Il sindaco sulle dimissioni dei consiglieri: «Un piano per far cadere un’amministrazione scomoda, perché onesta e impermeabile ai ricatti»

- Pubblicità -
Corsi online

Il “day after” l’apertura della crisi politica al Comune di Albano Laziale si vive nell’attesa che la formalizzazione delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali determini l’avvio delle procedure di legge, con lo scioglimento dell’assemblea cittadina e la nomina del commissario prefettizio, che sarà incaricato di reggere il popoloso Comune dei Castelli Romani fino alle elezioni.

Voto che era comunque previsto per il prossimo anno, alla fine del mandato dell’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Massimiliano Borelli, ma che per l’uscita dalla maggioranza di cinque consiglieri e le loro dimissioni, insieme a quelle dei colleghi della minoranza, arriveranno con il Comune commissariato e non con la Giunta fino a questo momento in carica. Borelli, sindaco ancora in carica per le ultime ore in attesa delle procedure di legge sullo scioglimento del consiglio comunale e sulla nomina del commissario prefettizio, sulla crisi ha le idee chiare.

Sindaco, che idea si è fatto della decisione di alcuni consiglieri della sua maggioranza di passare all’opposizione e dimettersi? È rimasto sorpreso?

«Assolutamente no. Era solo questione di tempo. Da mesi si respirava un clima tossico, fatto di pressioni, malumori montati ad arte e continue pretese da parte di chi rappresenta la peggior faccia della politica: quella della poltrona, non del servizio. Lo stillicidio relazionale, la slealtà crescente e la mancanza di coraggio sono stati i segnali chiari di un tradimento annunciato. Questa decisione non è frutto del caso: è il risultato di un disegno cinico e premeditato, architettato da chi non accetta che la politica sia onestà, coerenza e lavoro per la città, non tornaconto personale».

- Pubblicità -
Quali sono allora, secondo lei, le motivazioni di queste dimissioni?

«Le interpreto per quello che sono: atti di puro opportunismo politico. Dietro a queste scelte non ci sono ideali, ma solo interessi personali, ambizioni frustrate e manovre di sottobosco pilotate da chi vive di intrighi. Si è barattata la fiducia dei cittadini con qualche promessa, si è sacrificata la coerenza per un posto, si è scelto di affossare una città pur di tornare a contare qualcosa. E non va ignorato il ruolo del centrodestra, che ha fiutato le debolezze e ha usato la lusinga e la promessa come moneta di scambio. È la solita storia: chi non ha idee compra consenso. Una politica povera, fatta di scambi e di manipolazioni, incapace di guardare in faccia ai cittadini».

Quindi secondo lei si tratta di una crisi frutto di una strategia politica?

«Senza alcun dubbio. È stata una crisi costruita a tavolino, passo dopo passo, con la complicità di chi ha scelto di tradire il proprio mandato e la propria parola. Un piano preciso per far cadere un’amministrazione scomoda, perché onesta, trasparente e impermeabile ai ricatti. Chi non poteva controllarci ha deciso di distruggerci. E oggi prova a coprire tutto con giustificazioni ipocrite, che offendono l’intelligenza dei cittadini».

Ecco, i cittadini: protagonisti delle scelte elettorali e ora spettatori di questa crisi. Cosa dire loro per spiegarla?

«Che chi ha tradito non ha colpito me, ma ha colpito Albano Laziale. Ha calpestato la fiducia dei cittadini per interessi di bottega. Io invece posso guardare negli occhi la mia città, perché non ho mai ceduto a pressioni, ricatti o compromessi. Abbiamo governato con dignità, con serietà e con coraggio. E di questo vado fiero. A chi ha scelto la scorciatoia dell’intrigo, rispondo con la forza della verità e del lavoro fatto. E ai cittadini dico: non lasciate che l’inganno vinca sulla lealtà. Io continuerò a esserci, non per difendere una poltrona, ma per difendere la dignità di Albano Laziale e di una comunità che merita molto di più di chi oggi si è venduto per un posto al sole».

- Pubblicità -
Massimo Marciano
Massimo Marcianohttp://www.massimomarciano.it
Fondatore e direttore di Metropoli.Online e di MetropoliRadio.it; laurea vecchio ordinamento in Scienze Politiche-Indirizzo politico internazionale, con tesi in Diritto parlamentare; attestato post-laurea in Educazione degli adulti. Giornalista professionista, youtuber, opinionista in talk show televisivi, presidente e docente dell'Università Popolare dei Castelli Romani (Ente accreditato per la formazione professionale continua dei giornalisti), eletto più volte negli anni per rappresentare i colleghi in sindacato, Ordine e Istituto di previdenza dei giornalisti. Romano di nascita (nel 1963), ciociaro di origine, residente da sempre nei Castelli Romani, appassionato viaggiatore per città, borghi, colline, laghi, monti e mari d'Italia, attento osservatore del mondo (e, quando tempo e soldi lo permettono, anche turista). La passione per la scrittura (insieme a quella per l'impegno sociale, a cominciare da studente negli organi collegiali della scuola) è nata con i temi in classe al liceo (classico statale “Marco Tullio Cicerone” di Frascati, RM) e non riesce a distrarmi da questo mondo neanche una donna, tranne mia figlia.
- Pubblicità -Laurea onlineIntegrazione specifica, studiata su misura. Laura Nardecchia per Partner.conDaniela Molina il peso della nebbia

Primo Piano

Ultimi Articoli

error: Content is protected !!